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Accendi la ventola al massimo ma in abitacolo arriva poca aria, oppure senti un odore di chiuso ogni volta che parte la climatizzazione. Spesso la causa è il filtro abitacolo auto intasato, un componente piccolo ma decisivo per la qualità dell'aria che respiri in auto. In questo articolo vediamo a cosa serve, ogni quanti chilometri va sostituito, i sintomi di un filtro saturo e quanto costa cambiarlo.
Se noti aria fiacca o cattivi odori all'avvio, bastano pochi minuti per risolvere: individua l'officina Motrio più vicina e fai sostituire il filtro abitacolo.
A cosa serve il filtro abitacolo e ogni quanti km va sostituito
Il filtro abitacolo trattiene polvere, pollini, smog e particolato prima che l'aria entri nell'abitacolo attraverso le bocchette. Molti automobilisti scelgono un filtro ai carboni attivi, che oltre alle polveri assorbe anche gli odori e i gas di scarico.
La regola generale è sostituire il filtro abitacolo ogni 15.000 km circa oppure una volta all'anno, quale dei due limiti arriva prima. Chi guida spesso in città, su strade polverose o in zone con molti pollini farà bene ad anticipare il cambio, perché il filtro si satura più in fretta. Un filtro abitacolo quando cambiarlo è quindi una domanda che dipende dall'uso reale dell'auto, non solo dal calendario.
Cambiarlo in tempo protegge anche l'impianto di climatizzazione. Un filtro saturo riduce il flusso d'aria, fa lavorare di più la ventola e favorisce la formazione di muffe sull'evaporatore. Il risultato sono cattivi odori e un raffreddamento meno efficiente, proprio quando serve di più.
Sintomi di un filtro intasato e costo della sostituzione
I sintomi sono riconoscibili. Il flusso d'aria diventa debole anche con la ventola al massimo, i vetri si appannano più facilmente e compare un odore di umido o di chiuso all'accensione del sistema. Chi soffre di allergie nota spesso un peggioramento in auto, segno che il filtro non trattiene più pollini e polveri come dovrebbe.
Il costo è contenuto. Il solo filtro abitacolo costa in genere tra 15 e 40 euro a seconda del modello e del tipo, standard o ai carboni attivi. Con la manodopera, la sostituzione completa in officina si aggira tra 30 e 60 euro e dura tra 15 e 30 minuti.
Conviene abbinare il cambio del filtro alla manutenzione periodica. Di norma si sostituisce durante il tagliando annuale, e abbinarlo al cambio dell'olio e del filtro olio e a un nuovo filtro aria motore aiuta a mantenere l'auto in condizioni migliori. Se in estate fai la ricarica del climatizzatore, è anche il momento ideale per montare un filtro nuovo e ripartire con aria pulita.
Sostituzione filtro abitacolo e filtro aria nelle officine Motrio
Le officine Motrio si occupano della sostituzione del filtro abitacolo e del filtro aria con ricambi conformi alle specifiche del tuo costruttore, e controllano lo stato della climatizzazione nello stesso intervento.
Motrio è una rete di officine indipendenti del Gruppo Renault, presente in tutta Italia con tempi di intervento brevi e prezzi trasparenti. Se il flusso d'aria è calato o avverti cattivi odori all'avvio, prenota un controllo nell'officina Motrio più vicina e respira aria pulita a ogni viaggio.
Sali in macchina nella prima giornata calda dell'anno, accendi il climatizzatore e dopo qualche minuto l'aria che esce è solo tiepida. La ricarica climatizzatore auto è proprio l'intervento che serve in questi casi, perché con il tempo il gas refrigerante cala e l'impianto perde capacità di raffreddare. In questo articolo vediamo come capire se il climatizzatore ha bisogno di una ricarica, ogni quanto va fatta e quanto costa il servizio.
Se l'aria fatica a rinfrescare, conviene agire prima del gran caldo: puoi prenotare un controllo del climatizzatore nell'officina Motrio più vicina e affrontare l'estate con l'impianto in ordine.
Come capire se il climatizzatore dell'auto ha bisogno di essere ricaricato
Il primo segnale è il più semplice da notare: l'aria fredda arriva con ritardo o non scende mai sotto una certa temperatura. Un impianto in salute raffredda l'abitacolo in pochi minuti, anche con il sole forte. Se servono dieci minuti e l'aria resta appena fresca, di solito il gas refrigerante è sotto il livello ottimale.
Un impianto perde in media circa il 10 per cento di gas all'anno attraverso i normali punti di tenuta. Per questo, anche senza guasti, dopo due o tre anni le prestazioni calano in modo evidente. Quando il climatizzatore auto non funziona del tutto, invece, la causa può essere una perdita più seria, un compressore in difficoltà o un sensore che blocca il sistema per sicurezza.
Ci sono altri indizi utili. Un odore sgradevole all'avvio indica spesso muffa o batteri nell'evaporatore più che una mancanza di gas. Un flusso d'aria debole, anche con la ventola al massimo, punta invece verso un filtro abitacolo auto intasato, che riduce la portata d'aria e fa lavorare di più tutto l'impianto. Vale la pena controllarlo insieme alla ricarica, perché un filtro abitacolo pulito migliora subito la resa.
Un rumore insolito quando accendi il compressore merita attenzione. In quel caso non basta rabboccare il gas: serve una diagnosi del circuito per capire da dove arriva il problema prima di intervenire.
Una domanda frequente è se conviene usare un kit di ricarica da fare in casa acquistato online. Su un impianto moderno è sconsigliato: senza una bilancia e una macchina che lavora sotto vuoto è facile immettere troppo gas o non individuare la perdita che ha svuotato il circuito. Il rischio è danneggiare il compressore, il componente più costoso dell'impianto. Per questo la ricarica resta un intervento da officina, rapido ma con strumenti dedicati.
Quanto costa la ricarica del gas e ogni quanti anni va eseguita
La maggior parte dei costruttori consiglia di controllare l'impianto ogni due anni e di eseguire la ricarica gas climatizzatore auto quando il livello scende. Non è un intervento legato ai chilometri ma al tempo, perché la perdita di refrigerante avviene comunque, anche se l'auto viene usata poco.
Sul prezzo: una ricarica completa con gas R134a, per le auto immatricolate fino a circa il 2017, costa in genere tra 60 e 120 euro. Le vetture più recenti usano il gas R1234yf, più costoso, e in questo caso la spesa sale tra 100 e 200 euro. La differenza dipende dal tipo di gas richiesto dalla tua auto, non dalla qualità del servizio.
L'intervento dura in media tra 45 minuti e un'ora e comprende lo svuotamento del circuito, il controllo della tenuta sotto vuoto e la ricarica con la quantità esatta indicata dal costruttore. Una buona officina pesa il gas immesso invece di andare a stima, così l'impianto lavora alla pressione corretta.
Insieme alla ricarica conviene valutare anche la pulizia del climatizzatore, che elimina muffe e cattivi odori dall'evaporatore. I due interventi si fanno nella stessa sosta e riportano l'aria fresca e pulita prima dell'estate.
Ricarica e controllo climatizzatore nelle officine Motrio
Le officine Motrio eseguono la ricarica e il controllo del climatizzatore con strumenti che misurano la quantità esatta di gas e verificano la tenuta del circuito prima di intervenire, così si evitano ricariche inutili se è presente una perdita.
Motrio è una rete di officine indipendenti del Gruppo Renault, presente in tutta Italia con tempi di intervento brevi e prezzi trasparenti. Se l'aria condizionata raffredda meno del solito o non hai mai fatto un controllo prima dell'estate, prenota una verifica nell'officina Motrio più vicina e richiedi un preventivo rapido.
Sei in coda in una giornata afosa e noti la lancetta della temperatura che sale verso il rosso, oppure si accende una spia rossa sul cruscotto. Il surriscaldamento motore auto è una delle situazioni che spaventano di più, ma se riconosci i segnali in tempo e sai come reagire, nella maggior parte dei casi eviti danni costosi. Vediamo come riconoscerlo, quali sono le cause più comuni e cosa fare nei primi minuti.
Se la spia della temperatura si è già accesa una volta, non rimandare: trova l'officina Motrio più vicina e fai verificare il circuito di raffreddamento prima del prossimo viaggio.
Come riconoscere il surriscaldamento del motore: segnali da non ignorare
Il segnale più chiaro è la spia della temperatura del liquido di raffreddamento, di solito a forma di termometro immerso nell'acqua. Quando diventa rossa o lampeggia, il motore sta superando la temperatura di esercizio, che in genere resta tra 90 e 105 gradi. La lancetta che sale stabilmente verso il rosso conferma lo stesso problema sulle auto che hanno l'indicatore analogico.
Ci sono sintomi che precedono la spia. Un calo di potenza improvviso, un odore dolciastro nell'abitacolo simile allo sciroppo o una leggera nebbia che esce da sotto il cofano indicano spesso una perdita di liquido refrigerante. Il vapore bianco e denso che esce dal cofano è invece il segnale più avanzato e richiede di fermarsi subito.
Anche il riscaldamento dell'abitacolo dà un'informazione utile. Se accendi i bocchettoni del caldo e arriva solo aria fredda mentre il motore scalda, di solito c'è poco liquido in circolo o una bolla d'aria nel circuito. È un controllo che puoi fare in pochi secondi mentre valuti la situazione.
Vale la pena sapere quali valori sono normali. Su gran parte delle auto la temperatura di esercizio si stabilizza intorno ai 90 gradi e la lancetta resta ferma al centro del quadrante. Una salita lenta nel traffico fermo, che rientra appena riparti, è spesso normale perché manca il flusso d'aria sul radiatore. Diventa un problema quando la lancetta supera la metà e continua a salire anche in marcia, oppure quando si accende la spia, perché il sistema ti sta avvisando che il calore non viene più smaltito.
Le cause più comuni e cosa fare se il motore scalda troppo
La causa più frequente è la mancanza di liquido refrigerante, per una perdita dal radiatore, da un manicotto o dalla pompa dell'acqua. Seguono il termostato bloccato, che impedisce al liquido di circolare, e la ventola di raffreddamento che non parte. Su molti modelli anche una cinghia rovinata o un tappo dell'espansione che non tiene la pressione possono mandare in temperatura il motore.
Se vedi la spia accendersi, comportati così. Spegni il climatizzatore e accendi il riscaldamento al massimo, perché aiuta a dissipare il calore dal motore. Accosta appena puoi in un punto sicuro e spegni il motore. Non aprire mai il tappo del liquido a motore caldo, perché il circuito è in pressione e il liquido bollente può causare ustioni. Attendi che il motore si raffreddi prima di controllare il livello e fai un rabbocco solo quando le parti sono fredde.
Il controllo regolare del liquido refrigerante è la prevenzione più efficace, perché un circuito pieno e in buono stato evita la maggior parte dei surriscaldamenti. In estate si aggiunge un carico in più sull'impianto, motivo per cui conviene verificarlo insieme alla ricarica del climatizzatore prima dei viaggi lunghi.
Una domanda comune è se si può proseguire ancora per qualche chilometro fino a casa o all'officina. La risposta è no: bastano pochi minuti con il motore in temperatura per deformare la testata o bruciare la guarnizione, e la riparazione può costare diverse centinaia di euro. Un controllo preventivo del circuito di raffreddamento, invece, ha un costo contenuto. Conviene quindi fermarsi e, se serve, chiamare il soccorso stradale piuttosto che rischiare un danno grave al motore. Prima di un viaggio lungo, dai un'occhiata anche ai nostri consigli per viaggiare in auto d'estate.
Controllo motore e sistema di raffreddamento nelle officine Motrio
Le officine Motrio effettuano il controllo del motore e del sistema di raffreddamento verificando la tenuta del circuito, il livello e lo stato del liquido, il termostato e la pompa dell'acqua, così una perdita viene individuata prima di trasformarsi in un danno alla testata.
Motrio è una rete di officine indipendenti del Gruppo Renault, presente in tutta Italia con tempi di intervento brevi e prezzi trasparenti. Se hai visto la spia della temperatura accendersi o noti cali di livello del refrigerante, prenota un controllo nell'officina Motrio più vicina e parti tranquillo per l'estate.
Sei davanti allo scaffale dei lubrificanti e ti accorgi che le sigle sono tante: 5W30, 5W40, 10W40. Scegliere l'olio motore giusto sembra complicato, ma in realtà basta capire cosa significano quei numeri e cosa indica il libretto della tua auto. In questo articolo vediamo come leggere la viscosità, quale olio motore scegliere, ogni quanti chilometri cambiarlo e quanto costa il servizio.
Se non ricordi a quando risale l'ultimo cambio, meglio verificarlo subito: cerca l'officina Motrio più vicina e richiedi un controllo dell'olio e del filtro.
Come si legge la viscosità dell'olio motore: 5W30, 5W40, cosa cambia
La sigla descrive la viscosità dell'olio, cioè la sua fluidità alle diverse temperature. Nel codice 5W40, il numero prima della W indica il comportamento a freddo, mentre il numero dopo indica la viscosità a motore caldo. La W sta per winter, inverno: più basso è quel valore, più l'olio resta fluido alle basse temperature e protegge il motore nei primi istanti dell'avviamento, che sono i più critici per l'usura.
Tra olio motore 5W30 e 5W40 la differenza sta soprattutto nel comportamento a caldo. Il 5W30 è più fluido e favorisce consumi leggermente più bassi, per questo è richiesto da molte auto recenti. Il 5W40 mantiene un velo protettivo più spesso alle alte temperature ed è spesso indicato per motori con più chilometri o per un uso gravoso, come autostrada e traino. La viscosità olio motore corretta è sempre quella scritta nel libretto, perché è studiata per le tolleranze del tuo propulsore.
Conta anche la specifica di omologazione, non solo la viscosità. Sigle come ACEA e le approvazioni del costruttore indicano se l'olio è compatibile con il filtro antiparticolato e con gli intervalli di tagliando previsti. Mettere una viscosità giusta ma una specifica sbagliata può creare problemi, quindi i due dati vanno sempre letti insieme.
Oltre alla viscosità conta anche il tipo di base dell'olio. L'olio sintetico offre la protezione migliore e mantiene le sue proprietà più a lungo, per questo è il più diffuso sulle auto moderne. L'olio semisintetico è una via di mezzo, adatto a vetture con qualche anno e a un uso misto. L'olio minerale, oggi raro, si trova solo su motori datati. Cambiare tipo di olio non è quasi mai una scelta libera: il costruttore indica la categoria minima richiesta, e scendere sotto quella riduce la protezione del motore.
Ogni quanti km cambiare l'olio motore e quanto costa
L'intervallo dipende dal motore e dal tipo di olio. In media il cambio si fa ogni 15.000 km oppure una volta all'anno per gli oli sintetici, mentre alcuni costruttori scendono a 10.000 km per i motori turbo benzina o per chi fa molti tragitti brevi. Anche se percorri pochi chilometri, l'olio invecchia: per questo il limite di tempo vale quanto quello di percorrenza.
Olio motore quando cambiarlo è una domanda che riguarda anche il filtro dell'olio, da sostituire insieme al lubrificante per non sporcare subito l'olio nuovo. È buona prassi controllare nello stesso momento il filtro aria e gli altri fluidi, così la manutenzione resta in pari.
Sul prezzo: un cambio olio completo con filtro costa in genere tra 60 e 150 euro per un'auto standard, in base alla quantità e al tipo di olio richiesto. I motori che usano oli con specifiche particolari o che richiedono più litri si collocano nella parte alta della fascia. L'olio giusto, alla scadenza giusta, riduce l'usura e aiuta a prevenire problemi come il surriscaldamento del motore.
Cosa succede se salti un cambio olio? Con il tempo il lubrificante perde additivi, si addensa e fatica a raggiungere tutte le parti, aumentando l'attrito e l'usura. Nei casi peggiori si formano morchie che intasano i condotti. Un altro dubbio frequente riguarda il rabbocco tra un cambio e l'altro: aggiungere un po' di olio dello stesso tipo è normale, ma se il livello cala spesso conviene far controllare il motore, perché un consumo elevato segnala un'usura o una perdita da verificare. Se vuoi tenere d'occhio la situazione tra un tagliando e l'altro, leggi come controllare il livello dell'olio motore.
Cambio olio e tagliando nelle officine Motrio
Le officine Motrio eseguono il cambio olio e il tagliando usando lubrificanti conformi alla viscosità e alle specifiche indicate dal tuo costruttore, e sostituiscono filtro olio e altri elementi soggetti a usura nello stesso intervento.
Motrio è una rete di officine indipendenti del Gruppo Renault, presente in tutta Italia con tempi di intervento brevi e prezzi trasparenti. Se non ricordi quando hai fatto l'ultimo cambio olio o hai dubbi sulla viscosità adatta alla tua auto, prenota nell'officina Motrio più vicina e richiedi un preventivo rapido.
L'aquaplaning è il fenomeno per cui le gomme dell'auto perdono contatto con l'asfalto a causa di uno strato d'acqua, facendo scivolare il veicolo. È una delle situazioni più pericolose della guida sotto la pioggia perché arriva all'improvviso e fa perdere il controllo di sterzo e freni. Continua a leggere per capire cos'è l'aquaplaning, da cosa dipende e come evitarlo, così da guidare sempre in sicurezza anche nei giorni di pioggia più intensa.
Cos'è l'aquaplaning
Il fenomeno dell'aquaplaning si verifica quando tra le gomme e l'asfalto si crea uno strato d'acqua che impedisce alle ruote di toccare la strada. In pratica è come se l'auto si trasformasse in una piccola barca: le gomme non riescono più a drenare tutta l'acqua e iniziano a scivolare invece di girare. Il termine deriva dall'unione di acqua e planing (scivolamento) e descrive proprio questa perdita di aderenza. L'aspetto più pericoloso è che l'aquaplaning fa scivolare le ruote all'improvviso, spesso senza dare il tempo di reagire: in quel momento sterzare o frenare diventa quasi inutile.
Da cosa dipende l'aquaplaning
L'aquaplaning dipende da diversi fattori che si combinano tra loro:
• Velocità: più si va veloci, meno tempo hanno le gomme per drenare l'acqua.
• Stato e battistrada delle gomme: pneumatici usurati o lisci espellono molta meno acqua.
• Pressione delle gomme non corretta.
• Quantità d'acqua sull'asfalto: basta a volte una pozzanghera più profonda del solito.
• Peso e tipo di veicolo: i veicoli leggeri sono più esposti al fenomeno.
A che velocità si verifica l'aquaplaning
Molti pensano che l'aquaplaning si manifesti solo a velocità molto alte, ma non è sempre così. L'aquaplaning può verificarsi anche a bassa velocità, anche tra i 70 e gli 80 km/h, soprattutto se le gomme non sono in perfette condizioni o la strada è molto bagnata. Con pneumatici nuovi l'effetto può presentarsi solo sopra i 100 km/h. Con gomme usurate o lisce può bastare anche la metà. Tutto dipende dal disegno del battistrada, dalla quantità d'acqua e dalla pressione delle gomme.
Cosa fare in caso di aquaplaning
Se senti che l'auto inizia a “galleggiare” e lo sterzo non risponde, cosa fare è chiaro: non farti prendere dal panico, mantieni il volante dritto e rilascia gradualmente l'acceleratore. Frenare bruscamente peggiorerebbe la situazione. Tieni il volante saldo con entrambe le mani e attendi che le gomme riprendano aderenza.
Come evitare l'aquaplaning
La buona notizia è che l'aquaplaning si può prevenire. Affrontare la pioggia non deve essere una preoccupazione: con un po' di attenzione e una manutenzione regolare puoi evitare l'aquaplaning e viaggiare sempre in sicurezza. La differenza la fanno piccoli dettagli: gomme in buono stato, pressione corretta e visibilità perfetta. Controlla che il battistrada non sia sotto la soglia di legge (1,6 mm) e sostituisci le gomme quando sono usurate. Sotto la pioggia riduci la velocità e aumenta la distanza di sicurezza.
Affidati alle officine Motrio: controlli accurati su gomme, pressione e battistrada per guidare sicuro anche sul bagnato. Officine MOTRIO | Trova l'officina più vicina a te!
Controllare il livello dell'olio motore è un'operazione fondamentale che ogni automobilista dovrebbe saper fare con regolarità. Tenendo spesso d'occhio l'olio puoi prevenire danni, usura e problemi al motore, soprattutto se percorri molti chilometri o guidi spesso in città e su tragitti brevi. In questa guida vediamo come controllare il livello dell'olio motore passo dopo passo con l'astina, qual è il livello giusto, ogni quanto farlo e cosa fare se l'olio è troppo alto o troppo basso.
A cosa serve l'olio motore
Molti automobilisti sottovalutano quanto sia importante l'olio motore, ma in realtà questo fluido è essenziale per il corretto funzionamento del veicolo. Oltre a lubrificare le parti in movimento, l'olio ha il compito di raffreddare, pulire e proteggere il motore da attriti e corrosione. Un livello errato, troppo basso o troppo alto, compromette tutte queste funzioni.
Come controllare il livello dell'olio motore passo dopo passo
Il controllo richiede pochi minuti e si può fare da soli. Ecco come leggere correttamente l'astina dell'olio motore:
1. Parcheggia l'auto su una superficie piana e spegni il motore.
2. Attendi da 5 a 10 minuti, così l'olio defluisce nella coppa e la misurazione non risulta falsata. Meglio a motore freddo o tiepido.
3. Apri il cofano e individua l'asticella dell'olio motore, riconoscibile dall'anello colorato sulla sommità.
4. Estrai l'astina, puliscila con un panno, reinseriscila fino in fondo ed estraila di nuovo.
5. Leggi il livello dell'olio sull'astina: deve trovarsi tra la tacca del minimo (MIN) e quella del massimo (MAX). Se è vicino o sotto il minimo, è necessario un rabbocco.
Qual è il livello giusto dell'olio motore
Il livello giusto dell'olio motore deve sempre trovarsi tra la tacca minima e quella massima sull'astina. Questo intervallo rappresenta la quantità ideale per assicurare che il motore sia ben lubrificato e protetto mentre è in funzione. È fondamentale non scendere sotto il livello minimo, perché alcune parti potrebbero non ricevere la lubrificazione necessaria, aumentando l'attrito e accelerando l'usura. D'altra parte, è altrettanto importante non superare il livello massimo. Il livello olio macchina ottimale può variare leggermente a seconda del modello dell'auto, del tipo di motore e delle abitudini di guida.
Ogni quanto controllare il livello dell'olio
È consigliabile controllare il livello dell'olio almeno una volta al mese e sempre prima di un lungo viaggio, senza aspettare che si accenda la spia sul cruscotto. Il controllo regolare permette di intercettare un consumo anomalo prima che diventi un problema serio per il motore. Ricorda che il controllo del livello è diverso dal cambio olio in officina, che va eseguito agli intervalli previsti dal costruttore.
Cosa fare se il livello dell'olio motore è troppo alto
Se controlli l'astina e noti che il livello supera la tacca massima, non sottovalutarlo: un livello olio motore alto può segnalare problemi seri. Una causa comune è la diluizione dell'olio con il carburante, evento frequente nei motori diesel durante la rigenerazione del filtro antiparticolato (DPF): parte del gasolio finisce nell'olio, riducendone la capacità lubrificante. Un'altra possibilità è l'ingresso di liquido refrigerante, magari per una guarnizione della testata danneggiata o crepe nel motore. In presenza di troppo olio nel motore, evita di metterti in viaggio e fai controllare l'auto in officina il prima possibile: l'eccesso di olio aumenta la pressione interna, può danneggiare guarnizioni e candele e provocare perdite.
Cosa succede se il livello dell'olio è troppo basso
Un livello sotto il minimo è un rischio concreto per il motore: viene a mancare la lubrificazione, la pressione nel circuito è insufficiente e aumenta il rischio di surriscaldamento e usura precoce. In questo caso bisogna rabboccare subito con un olio della gradazione indicata sul libretto di uso e manutenzione, aggiungendolo a piccole dosi e ricontrollando il livello fino a rientrare nell'intervallo corretto.
Per controlli più approfonditi e sicuri, affidati ai professionisti Motrio. Officine MOTRIO | Trova l'officina più vicina a te!
Apri il cofano per un controllo di routine e ti accorgi che la vaschetta del liquido refrigerante è quasi vuota. Oppure noti una piccola pozza colorata sotto l'auto dopo una sosta lunga. Il liquido refrigerante è uno di quei fluidi a cui non si pensa quasi mai, finché qualcosa non smette di funzionare come dovrebbe. Eppure è una delle protezioni più importanti per il motore. In questo articolo vediamo a cosa serve, ogni quanto va sostituito e come scegliere quello giusto per la tua auto.
Cos'è il liquido refrigerante e perché è fondamentale per il motore
Il liquido refrigerante auto è un fluido tecnico che circola nel circuito di raffreddamento del motore e ha tre compiti precisi: assorbire il calore prodotto dalla combustione, proteggere le parti metalliche dalla corrosione e, grazie alla componente antigelo, evitare che il fluido congeli in inverno. È spesso chiamato semplicemente liquido refrigerante o antigelo auto, ma in realtà oggi si tratta quasi sempre di una miscela polivalente che funziona tutto l'anno.
Il colore non è una scelta estetica. Esiste il liquido refrigerante verde, rosso, blu, rosa o arancione: ogni colorazione indica una formulazione chimica diversa (IAT, OAT, HOAT, e così via). Liquido refrigerante verde o rosso non significa "uguale ma di marca diversa": mescolare due tipi incompatibili può portare a formazione di depositi, perdita di proprietà anticorrosive e danni alla pompa dell'acqua. La regola è sempre la stessa: usa il tipo indicato dal costruttore sul libretto dell'auto.
Per verificare il livello, fai il controllo a motore freddo, cioè dopo che l’auto è rimasta parcheggiata per almeno due ore: la vaschetta è trasparente, con due tacche MIN e MAX. Se il liquido è sotto la tacca MIN o se noti perdite ricorrenti, è il momento di andare in officina, perché un calo costante segnala quasi sempre una fuga nel circuito. Questo controllo si abbina bene a quello del livello dell'olio motore: entrambi si fanno in pochi minuti e raccontano molto sullo stato di salute della meccanica.
Quando cambiare il liquido refrigerante e quanto costa
Liquido refrigerante quando cambiarlo: la maggior parte dei costruttori indica una sostituzione completa ogni 4-5 anni o ogni 60.000-90.000 km, quale dei due limiti arriva prima. Su alcuni modelli con refrigeranti long-life si arriva anche a 120.000 km, ma il vincolo temporale resta: con il tempo, gli additivi anticorrosivi perdono efficacia anche se l'auto è stata usata poco. La sostituzione rientra spesso nel tagliando esteso, insieme al cambio di filtri e altri fluidi.
Tra un cambio completo e l'altro può essere necessario solo un rabbocco. Anche se la perdita di livello sembra lieve, è sempre consigliabile portare l'auto in officina per verificare la causa: anche una piccola fuga, dalla pompa, dal radiatore o da un manicotto, può aggravarsi nel tempo e non deve essere ignorata.
Liquido refrigerante costo: una tanica da 1 litro costa tra 8 e 20 euro in base alla qualità e alla specifica chimica. Il prezzo della sostituzione completa in officina, comprensiva di spurgo del circuito e manodopera, si aggira tra 50 e 100 euro per un'auto standard. L'intervento dura in genere 30-60 minuti.
Un segnale da non sottovalutare è la temperatura del motore: se la lancetta sale verso il rosso o si accende la spia del termometro, ferma l'auto in sicurezza e non proseguire la marcia. Continuare a guidare con il motore in surriscaldamento può causare danni alla testata e alla guarnizione, riparazioni che costano molto di più di un controllo preventivo.
Controllo e sostituzione del liquido refrigerante nelle officine Motrio
Le officine Motrio effettuano il controllo del liquido refrigerante durante la manutenzione ordinaria e la sostituzione completa con prodotti conformi alle specifiche del tuo costruttore. Prima di intervenire, i tecnici verificano la tenuta del circuito, così se c'è una perdita la individui prima che diventi un problema serio.
Motrio è una rete di officine indipendenti del Gruppo Renault, presente in tutta Italia con tempi di intervento brevi e prezzi trasparenti. Se la tua auto ha superato i quattro anni dall'ultimo cambio liquido o se hai notato un calo del livello, prenota un controllo nell'officina Motrio più vicina.
Sali in auto al mattino e l'odometro lampeggia: la spia della pressione gomme è accesa. Oppure, dopo un viaggio in autostrada, hai la sensazione che l'auto risponda con un po' meno prontezza, come se "galleggiasse" sulle curve. La pressione dei pneumatici è uno di quei parametri che incidono ogni giorno sulla guida, anche quando non te ne accorgi. Una pressione sbagliata di pochi decimi di bar è sufficiente a ridurre la tenuta di strada e a far aumentare i consumi. Vediamo perché conta, quali sono i valori giusti e come controllarla in pochi minuti.
Perché la pressione dei pneumatici è importante per sicurezza e consumi
La pressione pneumatici auto influisce direttamente su tre aspetti: tenuta di strada, consumo di carburante e durata delle gomme. Un pneumatico sgonfio appoggia sull'asfalto con più superficie del previsto, scaldandosi più rapidamente e usurandosi in modo irregolare ai bordi. Al contrario, un pneumatico troppo gonfio appoggia solo al centro del battistrada, riduce la zona di contatto effettiva e diminuisce la stabilità in frenata.
I consumi seguono la stessa logica. Anche solo 0,3-0,5 bar in meno rispetto al valore consigliato possono far aumentare il consumo di carburante del 3-5%. Su un anno di percorrenza media, si traduce in decine di euro spesi in più senza un motivo reale. Ci sono poi altri fattori che influenzano la durata delle gomme, dallo stile di guida alla rotazione periodica tra anteriori e posteriori.
La sicurezza è il punto più importante. Una pressione gomme auto troppo bassa aumenta lo spazio di frenata, soprattutto sul bagnato, e rende la vettura più sensibile all'aquaplaning. Una pressione troppo alta riduce il comfort e, in caso di urto contro una buca, espone il cerchio a danni e il pneumatico al rischio di tagli o bolle.
Anche il sensore pressione pneumatici (sistema TPMS, obbligatorio sulle auto di nuova omologazione dal 2014) va trattato come un alleato, non come un fastidio. Se la spia si accende, controlla davvero, non resettare e basta.
Come si controlla la pressione dei pneumatici e quali sono i valori corretti
Il controllo va fatto a freddo, cioè dopo che l'auto è stata ferma per almeno due o tre ore o ha percorso meno di 3 km a bassa velocità. Misurare la pressione a caldo, dopo un tratto autostradale, fornisce valori più alti di 0,2-0,3 bar rispetto al reale: rischi di sgonfiare gomme che in realtà sono giuste.
I valori corretti li trovi sempre in tre posti: sul libretto di uso e manutenzione, su un'etichetta sul montante della portiera lato guida e, talvolta, all'interno del tappo del serbatoio. Una tabella pressione pneumatici auto generica esiste, ma resta sempre indicativa: il valore reale dipende dal modello e dal carico previsto. Per la maggior parte delle utilitarie e auto compatte i valori oscillano tra 2,1 e 2,5 bar, mentre per SUV e vetture più grandi si arriva spesso tra 2,4 e 2,8 bar. Le auto a carico pieno (cinque passeggeri e bagagli) richiedono una pressione superiore di 0,2-0,3 bar rispetto al carico normale. Pressione pneumatici Panda, per fare un esempio frequente, è solitamente intorno a 2,2 bar all'anteriore e 2,0 al posteriore in condizioni normali, ma controlla sempre l'etichetta del tuo veicolo specifico.
Per misurare, ti serve un manometro: i manometri digitali per uso domestico costano tra 15 e 40 euro e sono molto precisi. In alternativa, le colonnine self-service dei distributori sono gratuite e affidabili. La regola pratica: controlla la pressione almeno una volta al mese e sempre prima di un viaggio lungo. Ricorda di verificare anche il ruotino di scorta, se presente.
Controllo pressione e pneumatici nelle officine Motrio
Le officine Motrio offrono il controllo della pressione e dello stato dei pneumatici come parte del servizio di manutenzione, con verifica del battistrada, dell'usura irregolare e del corretto bilanciamento delle ruote. È un controllo rapido che può fare la differenza tra una guida sicura e un imprevisto.
Motrio, rete del Gruppo Renault, ha officine in tutta Italia con tecnici formati per intervenire su tutte le marche di pneumatici, dalla city car al SUV. Se la spia TPMS si è accesa o se non controlli la pressione da un po', prenota una verifica nell'officina Motrio più vicina: in pochi minuti la tua auto torna sui valori giusti.